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Restauri

1993 | 1994 | 1995 | 1996 | 1997 | 1998 | 1999 | 2000 | 2001 | 2002 | 2003 | 2004 | 2005| 2006


1993

Anche nel 1993 l'Associazione ha contribuito a iniziative di conservazione e restauro:

  • Disinfestazione del Saracino, affidata alla ditta Chiarantini
  • Restauro di un mobile cassaforte, di un tavolo Luigi XVI, di cinque seggioloni e di cinque sedie, realizzate per la parte lignea dalla ditta Chiarugi e per la tappezzeria dalla ditta Papi
  • attraverso l'Associazione il gruppo "Consorti Rotary Firenze Est" ha potuto finanziare il restauro della Madonna con bambino di Michelozzo, affidato alla ditta Nike

Vari i restauri e le manutenzioni che con finanziamenti ordinari si sono potuti realizzare ad alcune opere e in diverse sale del Museo. Tra questi ricordiamo:

  • nel Salone di Donatello, un bassorilievo in marmo del XV secolo, Madonna con Bambino e sempre nello stesso Salone il gruppo marmoreo dell'Annunciazione di Nicola da Guardiagrele
  • alcuni tessuti altomedievali delle raccolte Carrand e Franchetti
  • l’armatura da cavallo di Francesco Maria, duca di Urbino

Tra le manutenzioni, si segnalano alcune oreficerie, i marmi e i bronzi che sono collocati sul Verone, gli esemplari ceramici della Sala delle Maioliche, le sculture del Cortile, le robbiane nelle due Sale omonime al secondo piano e i marmi del Salone di Michelangelo.

A cura dell'Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di Restauro sono stati ripuliti due busti marmorei (Vergine e Cristo) di scuola emiliana del XVII secolo che, tolti dagli uffici della direzione, troveranno una loro sede definitiva nelle Sale del Medagliere

A cura del Laboratorio di Restauro della Soprintendenza Archeologica, una Celata del secolo XV che figura esposta in mostra a Londra, in occasione delle celebrazioni laurenziane.  

Il Monte dei Paschi di Siena ha finanziato il restauro di due sculture del Vecchietta (San Bernardino e Niccolò Sozzini) e di una tavola di Francesco di Giorgio raffigurante San Cristoforo, in concomitanza con il prestito delle tre opere a Siena per la mostra su "Francesco di Giorgio".
Ugualmente in concomitanza con i prestiti a Palazzo Ducale di Venezia, per la mostra "Eredita dell'Islam", l'Assessorato alla Cultura di Venezia ha promosso il restauro di un prezioso giaco e di un fodero.

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1994

Restauro di due Angeli lignei di scuola senese della meta del cinquecento, realizzato con finanziamento della Regione Toscana.

Restauro di una placchetta rettangolare su madreperla a bassorilievo traforato. Arte toscana, secolo XVI (inv. 1290 Carrand).

Anche per il 1994, con finanziamenti ordinari del Ministero Beni Culturali sono proseguiti i restauri e le manutenzioni delle seguenti opere d'arte:

  • Madonna con Bambino, scultura in marmo di arte borgognona, del sec. XIV, esposta nella Sala del Trecento
  • Martirio di una Santa e Santa Caterina seduta con ruota e spada, Scuola tirolese del secolo XV, dai Depositi
  • Due consolles intagliate e dorate, sec. XVIII, in Direzione
  • Urna reliquiario in bronzo di Lorenzo Ghiberti, Salone di Donatello
  • tessuti copti, dai Depositi
  • manutenzione avori, bassorilievi in alabastro, bronzetti del Tacca, oreficeria civile e maioliche

Conservazione e restauro delle collezioni tessili grazie ad uno specifico programma finanziato dal Ministero per i Beni Culturali con legge n. 145/1992 - 1993.

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1995

Gli interventi di restauro sono stati quest'anno numerosissimi e diversificati.

Il Ministero dei Beni Culturali è intervenuto nel settore manutenzioni; due istituti cittadini — l'Ente Cassa di Risparmio di Firenze e la Mostra Mercato Internazionale Antiquariato hanno generosamente risposto alle richieste del Museo.

All’Ente Cassa di Risparmio si devono i complessi restauri:

  • del Lanternone del Cortile (sec. XVII)
  • delle due bighe in corallo (scuola trapanese del sec. XVII, lascito di Giovanni Bruzzichelli)
  • della Madonna di Verona (sec. XV, riesposta dopo il restauro nel Salone di Donatello)

Biga in corallo con Santa Rosalia, Trapani, seconda metà sec. XVII

Biga in corallo con Santa Rosalia, Trapani, seconda metà sec. XVII

Alla Mostra Mercato Internazionale Antiquariato si deve la pulitura di quattro capolavori rinascimentali collocati nel Salone di Donatello:

  • la Madonna col Bambino di Michele da Firenze
  • la Madonna Panciatichi di Desiderio da Settignano
  • la Madonna col Bambino
  • Angeli e Dio Padre di Agostino di Duccio
  • San Giovanni Battista di Francesco da Sangallo
  • Infine e soprattutto il restauro del Pescatorello di bronzo di Vincenzo Gemito.

L'Associazione ha reso inoltre possibile il restauro di una piccola scultura in avorio riproducente un Cavaliere in corazza all'eroica e un'importante indagine radiografica di due dipinti fiamminghi della Collezione Carrand in corso di restauro.

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1996

A spese dell'Associazione sono stati restaurati cinque oggetti provenienti dalla collezione Carrand:

  • una base di orologio (inv. n. 1166 C.)
  • un reliquiario (inv. n. 153 C.)
  • un cofanetto in pastiglia (inv. n. 1412 C.)
  • un cucchiaio di metallo (inv. n. 914 C.)
  • un coltello (inv. n. 869 C.)

Anche quest’anno l’Associazione ha offerto al Museo l'aiuto per il restauro e la manutenzione di alcuni esemplari in avorio.
Questi gli interventi conservativi:

  • scatola con storie della Passione, arte fiamminga, secolo XVI
  • due valve di dittico con scene dell'infanzia di Cristo, arte francese,          secondo quarto secolo XIV
  • due placche di un cofanetto, scuola inglese, fine secolo XIV-inizio XV

I restauri sono stati condotti da Bettina Schindler.

Con la sponsorizzazione di "Firenze Antiquariato Expo srl", sono state restaurate le sculture esposte

Con la sponsorizzazione del Lions Club Firenze Bargello, è stato restaurato il dipinto raffigurante Pandora di Scuola francese del secolo XVI, che al termine dell'intervento verrà esposto nella Sala dell'armeria.

Con la sponsorizzazione del Rotary Club di Firenze Sud, è stata restaurata una Madonna con Bambino di Tommaso Fiamberti e dell'Arme del Podestà Boncambi.

Finanziamenti statali infine hanno consentito il restauro di opere in terracotta, marmo e legno collocate nel Salone di Donatello, nella Sala Carrand e nel Cortile.

E’ stato ricollocato nel Tabernacolo d'angolo tra via Ghibellina e via dell'Acqua l'affresco raffigurante San Bonaventura distribuisce il pane ai carcerati di Fabrizio Boschi, in occasione del trentennale dell'alluvione. L'affresco è stato restaurato grazie alla sponsorizzazione di Silvestra Bargellini.

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1997

Anche quest’anno l’Associazione ha offerto al Museo l'aiuto per il restauro e la manutenzione di alcuni esemplari in avorio delle collezioni.

Questi gli interventi conservativi eseguiti dalla restauratrice Bettina Schindler:

  • cofanetto, inv. n. 123 Carrand.
  • valva di specchio, inv. n. 131 Carrand.

La stessa Bettina Schindler, come nostra nuova socia, ha offerto il restauro di due avori:

  • cofanetto, inv. n. 19 Museo.
  • Madonna con Bambino, inv. n. 84 Carrand.

Carlo Franceschini ha sponsorizzato il restauro e la realizzazione di una colonnina in pietra serena (come sostegno) nella Sala del Trecento, del Bambino benedicente di scuola dei Pisano, recentemente acquistato dal Ministero dei Beni Culturali e sistemato nella Sala del Trecento.
Il restauro è stato eseguito dalla ditta Nike.

L'Associazione ha inoltre affiancato le iniziative della Direzione relativamente a restauri finanziati da Enti diversi e in particolare:

  • dipinto raffigurante Pandora, scuola francese della seconda meta del XVI secolo (Sala delle Armi), col contributo del Lions Club Firenze Bargello, presieduto da Grazia Manfriani.
    Il restauro è stato realizzato da Vervat Muriel (per la tela) e dalla Ditta Relart s.n.c. Restauri (per la cornice);
  • bassorilievo in marmo raffigurante Madonna col Bambino di Tommaso Fiamberti (Sala del Verrocchio) e Stemma in pietra del Podestà Boncambi (Cortile) col contributo del Rotary Club di Firenze Sud, presieduto da Piero Camici.
    I due interventi sono stati realizzati rispettivamente dalle ditte Techne e Tecnarte.

E' stata inoltrata all'Ente Cassa di Risparmio di Firenze la richiesta di finanziamento per il restauro, triennale, dei cento stemmi dei Podestà e Giudici della Ruota, collocati sotto le alte volte del Cortile del Museo.

Finanziamenti statali hanno consentito alcuni restauri fra i quali segnaliamo quello della Fiesole del Tribolo a cura del Consorzio CER e del mosaico di Valerio Zuccato con il Ritratto di Pietro Bembo a cura di Elisabetta Antonelli.

Con finanziamento di "Firenze Antiquariato Expo", sono stati restaurati quattordici esemplari collocati nella Sala del Trecento e i tre bronzi di Massimiliano Soldani Benzi: Morte di San Francesco, Morte di San Giuseppe, Stimmate di Santa Veronica Giuliani, del Medagliere.

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1998

Anche quest’anno l’Associazione ha offerto al Museo l'aiuto per il restauro e la manutenzione di alcuni esemplari in avorio e delle collezioni.

Questi gli interventi conservativi di recente conclusi dalla restauratrice Bettina Schindler:

  • corno, inv. 784 Carrand
  • cofanetto in legno intarsiato, inv. 1348 Carrand
  • due corni di cervo, inv. 1348 Carrand
  • organo portatile, inv. 1399 Carrand

Nella galleria Carrand è stato restaurato il dipinto Madonna col Bambino, inv. 2016 Carrand (Ditta Ticci), grazie alla generosa sponsorizzazione di un nostro socio.

Ancora con il finanziamento della nostra Associazione si sono rese possibili la costruzione e l'applicazione di due cornici in legno di tiglio per due dipinti fiamminghi su tavola raffiguranti il Martirio di Santa Cristina e due angeli, che verranno esposti nella Sala Carrand (Ditta Relart, di Roberto Buda) e la pulitura della scultura in argento di Giuseppe Piamontini raffigurante Maddalena. Inoltre, nel nuovo ordinamento della Sala delle Maioliche, l'Associazione si è fatta carico del restauro di tre esemplari (inv. nn. 446,488,492), ovvero un piatto e due ciotole.

E’ stata nuovamente inoltrata all'Ente Cassa di Risparmio di Firenze la richiesta di finanziamento per il restauro dei cento stemmi dei Podestà e Giudici della Ruota, collocati sotto le alte volte del Cortile del Museo. Finanziamenti statali hanno consentito alcuni restauri, fra i quali segnaliamo gli interventi di manutenzione a tutte le opere esposte nel Cortile a cura delle Ditte Nike, Techne e Consorzio C.E.R.

Con finanziamento del Comitato Biennale dell'Antiquariato nella Sala di Michelangiolo sono stati restaurate le seguenti sculture:

  • L'Onore che vince l'Inganno di Vincenzo Danti (Ditta Paola Rosa)
  • Tomba Nari di Bartolomeo Ammannati (Ditta Tecnarte)
  • Firenze che trionfa su Pisa di Giambologna (Ditta Nike)

Nella stessa sala con finanziamento del Circolo del Tennis di Firenze è stato restaurato il Bacco di Michelangiolo (Ditta Nike).

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1999

  • Stemmi

    Grazie al finanziamento dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, l'Associazione ha potuto realizzare il restauro di cinquantasette stemmi collocati sulle pareti del Cortile del Bargello, dove furono sistemati fin dal 1863 a seguito della proposta di Paolo Feroni. Quale direttore degli Uffizi, egli fu incaricato dal Ministero della Pubblica Istruzione di curare l'allestimento del Palazzo del Podestà di Firenze e ritenne opportuno inserire, tra le varie tipologie che avrebbero potuto arricchire il novello Museo (sculture, quadri e mosaici, ceselli e smalti, arazzi, frammenti e ruderi architettonici, armi e mobili), anche gli stemmi. Quelle memorie storiche ... antiche e bellissime, che sull'esempio di quelle esistenti nell'antico Palazzo Pretorio di Certaldo potrebbero facilmente acquistarsi, essendo desiderio del nuovo proprietario [i signori Prunetti-Lotti] disfarsene. Anche nel soppresso Convento di San Pancrazio ... in un corridore che conduce ad un antico Camposanto, evvi una quantità di stemmi e memorie, che avrebbero potuto adornare il Palazzo 'magnifico' del Bargello. E qui, ancora, avrebbero potuto trovar posto quelle memorie artistiche e storiche che si rinvenissero in fabbriche sacre o profane, sia che le prime si sopprimessero o fossero destinate ad altr'uso, sia che tanto l'une che le altre si demolissero per ampliare le strade o per qualunque altra ragione.

    La proposta Feroni trovò la sua attuazione nel 1863 per gli stemmi Prunetti-Lotti e per quelli da San Pancrazio. La loro sistemazione concludeva e completava, in un certo senso, la decorazione pittorica dello stesso Cortile, ove Gaetano Bianchi e Carlo Brazzini, sull'esempio del Palazzo Gambacorti di Pisa, venivano impegnati nelle Armi dei Podestà, dei Gonfaloni e dei Giudici della Ruota. In tal modo il Bargello accoglieva, anche nella sua decorazione, elementi storici, che sui modelli di Cluny e del South Kensington concorrevano all'armonia e all'equilibrio del neo-medievale Palazzo Pretorio.

    La raccolta costituisce un insieme di grande rilievo, sia dal punto di vista artistico, che storico-documentario e può a buon diritto essere considerata la più importante collezione di questo genere esistente oggi in Italia; rappresenta infine una fonte preziosa per lo studio degli usi araldici tra Medioevo e Rinascimento.

    Arme del podestà Fantino di Marco Zorzi da Venezia (1378-1390)

    Arme del podestà Fantino di Marco Zorzi da Venezia (1378-1390)
  • Il notevole degrado e lo stato di sporcizia verificati anche in occasione della pubblicazione Stemmi del Museo Nazionale del Bargello a cura di Francesca Fumi Cambi Gado, realizzata nel 1993 con il contributo dello stesso Ente Cassa di Risparmio, ha indotto l'Associazione a chiedere un contributo per il completamento del restauro complessivo, di cui e stata concessa una prima tranche relativa alla prima metà.

    A seguito della pulitura, numerosi stemmi hanno evidenziato tracce, talvolta anche consistenti, di policromia e doratura.

    L'intervento di restauro sugli stemmi del lato a sinistra dell'ingresso del Museo e sul lato corto (ingresso e sala di Michelangelo), si è svolto gradatamente e in maniera controllata, utilizzando come base un solvente (emolliente e detergente) e acqua deionizzata applicata in vario modo a seconda delle diverse morfologie e sostanze nocive presenti sui manufatti. Dopo una iniziale spolveratura e una tamponatura con acqua deionizzata e spugna naturale e una leggera azione meccanica con spazzolini a setole morbide, sulle superfici che risultavano mantenere un grado di sporco e solfatazioni più tenace, sono stati eseguiti impacchi di polpa di carta. Agli impacchi è seguita una leggera rimozione meccanica con spazzolini, bisturi e spatole dei residui di sporco ammorbidito. Il consolidamento definitivo e stato eseguito sulle superfici completamente asciutte procedendo localmente e per gradi. Le scaglie, i sollevamenti e gli elementi di piccole dimensioni fratturati o pericolanti sono stati riadagiati e fissati, quando necessario, anche in profondità. La protezione finale è stata realizzata con l’applicazione di elastomero flourorato a bassa diluizione.

    Gli interventi sono stati eseguiti dalla ditta Nike.

    E’ stata poi nuovamente inoltrata all'Ente Cassa di Risparmio di Firenze la richiesta di finanziamento per il completamento del restauro degli stemmi dei Podestà e Giudici della Ruota, collocati sotto le alte volte del Cortile e contemporaneamente si è avviata la pratica per il restauro di quelli del Verone.

  • Dipinti
    • Arte fiorentina, XIV-XV secolo:
    • Madonna in trono con Bambino, Santi e Angeli tempera su tavola cuspidata, inv. 2010 Carrand Italia centrale, XV secolo:
    • Madonna in trono con Bambino, Santi e Angeli tempera su tavola, inv. 2029 Carrand Italia centrale, XVI secolo:
    • Madonna in trono con Bambino, Santi e Angeli tempera su tavola, inv. 2024 Carrand.

     

    Il restauro dei tre dipinti è stato realizzato dalla ditta Lisa Venerosi Pesciolini.

  • Armi
    • Germania, XVI secolo: Avambraccio con cubitiera, inv. 1596 Carrand
    • Lama di spada, inv. 219 Ressman
    • Il restauro dei due esemplari è stato realizzato dalla ditta M. Ludovica Nicolai
  • Avori
    • Scuola borgognona, XIV-XV secolo: Scacchiera con decorazioni cavalleresche, inv. 155 Carrand
    • Intervento di manutenzione realizzato dalla ditta Bettina Schindler
  • Legni
    • Francia, XVI secolo: Altorilievo rettangolare in bosso, inv. 1392 Carrand
    • Secolo XVII: Strumento musicale a foggia di violino, inv. 1400 Carrand.
  • I due interventi di manutenzione sono stati offerti e realizzati dalla ditta Bettina Schindler.

 

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2000

A spese dell'Associazione sono state promosse analisi di termoluminescenza su opere in marmo e terracotta.

E’ intenzione dell'Associazione promuovere un incontro sull'attuale concetto di "tutela" delle opere d'arte conservate nei musei italiani in relazione al loro spostamento in occasione di mostre in Italia e all'estero. Si elencano le opere del Bargello che nel 1999 hanno lasciato temporaneamente il Museo nonostante il parere contrario della Direzione per le opere più importanti.

  • Maestro della Leggenda di Santa Caterina, Annunciazione, tempera su tavola (Venezia);
  • Medaglia di Caterina II, sec. XVIII (Torino);
  • Placchetta con pellegrino in cammino, sec. XI-XII (Roma);
  • Giambologna, Mercurio (Roma);
  • Pietro da Barga, Laocoonte (Roma);
  • Pietro da Barga, Ercole Farnese (Roma);
  • Pietro da Barga, Bacco con grappoli (Roma);
  • Pietro da Barga, Antinoo (Roma);
  • Bottega dei Fontana, Fiasca in maiolica (Roma);
  • Arte islamica, sec. XV, Bruciaprofumi (Monaco, Vienna, Blois);
  • Rotella del Duca Alessandro, sec. XVI (Monaco, Vienna, Blois);
  • Orafo fiorentino, sec. XV, Sigillo di Giuliano de' Medici (Monaco, Vienna, Blois);
  • Benvenuto Cellini, Ganimede (Monaco, Vienna, Blois);
  • J. Seusenhofer e L. Meurl, Schiena di corsaletto (Monaco, Vienna, Blois);
  • Firenze, sec. XV, Cappuccio da falcone (Monaco, Vienna, Blois);
  • Matteo Piatti, Busto di corsaletto (Monaco, Vienna, Blois);
  • Matteo Piatti, Schiena (Monaco, Vienna, Blois);
  • Firenze, sec. XVII, Cavallo in corvetta (Monaco, Vienna, Blois);
  • Firenze, sec. XVII, Petto di corsaletto da barriera (Monaco, Vienna, Blois);
  • Firenze, sec. XVII, Petto di corsaletto all'eroica (Monaco, Vienna, Blois);
  • Firenze, sec. XVI-XVII, Spada (Monaco, Vienna, Blois);
  • Firenze, sec. XVI-XVII, Pugnale (Monaco,Vienna, Blois);
  • Firenze, sec. XVII, Acciarino a ruota (Monaco, Vienna, Blois);
  • Firenze, sec. XVII, Tre chiavi (Monaco, Vienna, Blois);
  • Turchia, sec. XVI-XVII, Mazza ferrata a pera (Monaco, Vienna, Blois);
  • Antonio Montauti, Medaglia di Violante (Monaco, Vienna, Blois);
  • Firenze, sec. XVII, Spadino (Monaco, Vienna, Blois);
  • Francesco Susini, Gladiatore morente (Monaco, Vienna, Blois);
  • Germania, Elmetto da corazza (Monaco, Vienna, Blois);
  • Arte islamica, sec. XV, Scure (Monaco, Vienna, Blois);
  • Bertoldo di Giovanni, Battaglia (Firenze);
  • Sec. XV-XVI, Busto di Satiro (Firenze);
  • Niccolo Fiorentino, Medaglia di Lorenzo di Pierfrancesco de' Medici (Firenze);
  • Bertoldo, Apollo (Firenze);
  • Quattordici velluti del Rinascimento (Milano);
  • Gian Lorenzo Bernini, Busto di Costanza Bonarelli (Roma);
  • Francois Cheron, due medaglie di Gian Lorenzo Bernini (Roma);
  • Sec. XIV, Fibula in oro e pietre (Colmar);
  • Due medaglie armene (Roma);
  • Alessandro Algardi, Papa Leone e Attila (Roma);
  • Tralcio di bronzo dell'Idolino (Firenze);
  • Massimiliano Soldani, Idolino (Firenze);
  • Quattro medaglie di Girolamo Savonarola (Firenze);
  • Quattro medaglie di Caradosso e Pastorino (Bonn);
  • Iacopo Sansovino, Laocoonte (Bonn);
  • Sec. XVI, Torso del Belvedere (Bonn);
  • Jacopo Nicola da Trezzo, medaglione di Filippo II (Valladolid);
  • Sec. XV, due codici miniati (Firenze).
  • Stemmi:

    Grazie al finanziamento dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, l'Associazione ha potuto realizzare il restauro di 100 stemmi collocati sulle pareti del Cortile del Bargello, dove furono sistemati fin dal 1863 a seguito della proposta di Paolo Feroni.

    Il restauro ha richiesto un qualificato lavoro di due anni ed ha rivelato, talvolta, inaspettate policromie che oggi ben s'intonano alla cromia delle pietre e delle voile dipinte.

    La raccolta degli stemmi dei podestà, giudici di ruota e alcuni capitani di Firenze, che si conserva a tutt'oggi sotto il Loggiato del Cortile e nel Verone del Museo Nazionale del Bargello, costituisce un materiale di grande rilievo, sia dal punto di vista artistico che storicodocumentario e può a buon diritto essere considerata la più importante collezione di questo genere esistente oggi in Italia e una fonte preziosa per lo studio degli usi araldici tra Medioevo e Rinascimento.

    Il recupero degli stemmi del Bargello garantisce oggi la conservazione e la leggibilità di testimonianze figurate, raccolte negli anni di formazione del Museo da esperti cultori della storia fiorentina e toscana ed assicura quindi ai visitatori e agli studiosi un patrimonio storico artistico a lungo trascurato e oggi recuperato.

    La consuetudine di apporre stemmi sui palazzi pubblici fu assai diffusa soprattutto in Toscana, ma nessuna raccolta eguaglia quella del Palazzo del Bargello, sia per la qualità artistica degli esemplari, sia perché il riguardevole numero di stemmi consente di ricostruire uno straordinario mosaico di personalità illustri provenienti dalle più svariate regioni italiane. Questo carattere di eccezionalità rispetto alle altre raccolte di stemmi è dovuto soprattutto al fatto che la classe dirigente al governo nei centri minori, era costituita da amministratori provenienti dalla città dominante, e pertanto gli emblemi presenti sulle facciate o nei cortili dei palazzi pubblici di tali centri, furono limitati a quelli delle famiglie di tale città.

    Gli stemmi, molti provvisti delle relative iscrizioni, sono corredati di abbondanti ornamentazioni esterne, quali cimieri, corone, motti, imprese, insegne di ordini cavallereschi e sono talvolta accompagnati da scudetti con gli emblemi fiorentini o con gli stemmi di case regnanti. L'esame di questo prezioso materiale documentario (pubblicato nel 1993 da Francesca Fumi Cambi Gado), ha reso possibile delineare per la prima volta la figura storica di alcuni personaggi, gran parte dei quali appartenenti ad illustri famiglie italiane, o di ampliarne notevolmente la conoscenza. Oltre ciò si aggiunga che ulteriori approfondimenti si sono ottenuti dalla ricerca documentaria che si e potuta avvalere di gran parte della documentazione originale, fortunatamente conservata, in maniera quasi completa, all'Archivio di Stato di Firenze. Si è avuta cosi la possibilità di definire con esattezza la successione cronologica degli stemmi del Bargello e riscontrare, oltre ai blasoni, i nomi dei personaggi e delle famiglie a cui appartennero, nonché i luoghi di origine, in modo da integrare i dati soltanto parzialmente ricavabili dall'osservazione diretta di ciascun esemplare.

    L'intervento di restauro si e svolto gradatamente e in maniera controllata, utilizzando come base un solvente (emolliente e detergente) e acqua deionizzata applicata in vario modo a seconda delle diverse morfologie e sostanze nocive presenti sui manufatti. Dopo un'iniziale spolveratura e una tamponatura con acqua deionizzata e spugna naturale e un'azione meccanica con spazzolini a setole morbide, sulle superfici che risultavano mantenere un grado di sporco e solfatazioni più tenace, sono stati eseguiti impacchi di polpa di carta. Agli impacchi è seguita una leggera rimozione meccanica con spazzolini, bisturi e spatole dei residui di sporco ammorbidito. Il consolidamento definitivo è stato eseguito sulle superfici completamente asciutte procedendo localmente e per gradi. Le scaglie, i sollevamenti e gli elementi di piccole dimensioni fratturati o pericolanti sono stati riadagiati e fissati, quando necessario, anche in profondità. La protezione finale è stata realizzata con l'applicazione di elastomero flourorato a bassa diluizione.

    Gli interventi sono stati eseguiti dalla ditta Nike. Il loro risultato è oggi ben valutabile da parte del pubblico, che può nuovamente apprezzare, almeno nelle pareti già ultimate, questi straordinari manufatti storici.

  • Dipinti:

    Sono stati portati a termine dalla ditta Lisa Venerosi Pesciolini i restauri di tre dipinti esposti nella sala Carrand:

    • 1. Arte fiorentina, XIV–XV secolo Madonna in trono con Bambino, Santi e Angeli Tempera su tavola, fondo oro, inv. 2010 Carrand. Arte fiorentina XIV-XV secolo, Madonna in trono con Bambino, Santi e Angeli Consolidamento e disinfestazione. Risanamento della fenditure del legno con cunei appositamente trattati. Stuccature sul retro. Pulitura e integrazioni.
    • 2. Italia centrale, XVI secolo Madonna in trono con Bambino, Santi e Angeli Tecnica mista su tavola, inv. 2024 Carrand. Consolidamento e disinfestazione. Asportazione di vecchie stuccature e della vernice degradata. Pulitura e integrazioni.
    • 3. Italia centrale, XV secolo Madonna in trono con Bambino, Santi e Angeli Tempera su tavola, inv. 2029 Carrand. Consolidamento e disinfestazione. Palchettature sul retro. Pulitura e integrazioni.

     

  • Avori:

    Arte Egiziana, XII secolo Sei placchette intagliate, inv. 80 Carrand. Pulitura e lucidatura. L'intervento e stato realizzato dalla ditta Bettina Schindler.

  • Terracotte:
    Pietro Francavilla Modello per il Mosè, inv. 449/S.
    Spolveratura e fermature. Pulitura e protezione. L'intervento è stato realizzato dalla ditta Techne, grazie al finanziamento dell'Inner Wheel Club di Firenze.
    Andrea Sansovino San Giovannino nel deserto, inv. 186/M. Pulitura e recupero della cromia originale. Rifacimento delle vecchie stuccature. Limitato ritocco pittorico. L'intervento è stato realizzato dalla ditta Paola Rosa e Maura Masini, grazie al finanziamento del Lions Club Firenze Bargello.
  • Marmi:
    Francesco Rustici Madonna con Bambino e San Giovannino, inv. 102/S.
    Pulitura e protezione.
    L'intervento è stato realizzato dalla ditta Techne, grazie al finanziamento dell'Inner Wheel Club di Firenze.
    Francesco Rustici, Madonna con Bambino e San Giovannino
    Francesco Rustici, Madonna con Bambino e San Giovannino

E’ stata nuovamente inoltrata all’Ente Cassa di Risparmio di Firenze la richiesta di finanziamento per il restauro degli stemmi dei podestà e giudici della ruota, collocati nel Verone del Bargello.

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2001

A spese dell'Associazione sono state promosse analisi di termoluminescenza su opere in marmo e terracotta. Restauro di due busti-ritratto in terracotta, rispettivamente attribuiti ad Antonio del Pollaiolo e alla cerchia di Andrea del Verrocchio. Si tratta di due importanti opere del Rinascimento fiorentino che presentano ancora dei problemi irrisolti (destinazione, identificazione, etc.). Il restauro, affidato ai laboratori dell'Opificio delle Pietre Dure, ha offerto l'opportunità di indagare con le moderne metodologie analitiche gli aspetti tecnici e materiali delle due opere, fornendo alcuni elementi utili a ricostruirne il primitivo aspetto. Inoltre, la possibilità di apprezzare meglio sia la qualità del rilievo, sia il rapporto che in origine legava la forma plastica al colore, potrà consentire nuove valutazioni anche di ordine stilistico. Il restauro è stato l'occasione per un riesame complessivo dei due ritratti e per una messa a punto della loro vicenda collezionistica e storico-critica.

  • Stemmi:

    La raccolta degli stemmi dei Podestà al Bargello ha un carattere di indubbia eccezionalità e un interesse storico senza pari. Si tratta della più importante collezione di questo genere esistente oggi in Italia e una fonte preziosa per gli studi storici tra Medioevo e Rinascimento. Grazie al finanziamento dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, nel corso di questi ultimi anni l'Associazione ha potuto realizzare il restauro di quasi tutti gli stemmi collocati alle pareti del Cortile e all'interno del Verone del Bargello. Completati nel 2000 gli stemmi del loggiato del cortile, nel 2001 sono stati consolidati e restaurati molti degli stemmi in pietra collocati nel Verone.

    E' noto quanto fragili siano i manufatti in arenaria, specie se collocati in esterno e aggrediti dagli agenti inquinanti prodotti dalla civiltà moderna. Nel caso degli stemmi del Bargello, il rischio di perdita era ormai elevatissimo e molti dei manufatti erano talmente degradati da richiedere delicatissimi interventi non solo di pulitura superficiale (eseguita a secco, con pennelli a setole morbide), ma di consolidamenti preventivi delle esfoliazioni e disgregazioni mediante imbibizione capillare ed iniezioni localizzate di silicato di etile e gomma flururata. L’intervento di consolidamento ha consentito di affrontare le operazioni di vera e propria pulitura, con acqua deionizzata e asportazione meccanica delle incrostazioni di sporco. Sulle superfici che presentavano solfatazioni e depositi più tenaci, sono stati eseguiti impacchi di polpa di carta, imbevuta di soluzioni di carbonato di ammonio e, successivamente, di acqua deionizzata. Scaglie, sollevamenti e piccoli distacchi sono stati poi riadagiati, fissati (con iniezioni di elastomero flururato e applicazioni di collanti e resine epossidiche) e infine stuccati con un impasto di polvere di pietra.

    L'intervento, che ha richiesto un lavoro impegnativo e qualificato, ha riscoperto antiche policromie, ha rivelato particolari sorprendenti e ha consentito il recupero di iscrizioni non più leggibili.
  • Marmi:

    Attraverso la nostra Associazione, le socie del Lions Club Firenze Bargello (negli ultimi anni più volte promotrici di interventi di restauro a favore del Museo hanno finanziato la pulitura di tre importantissimi ritratti marmorei provenienti dalle più antiche raccolte medicee e raffiguranti illustri personaggi della famiglia. I tre busti, esposti nella sala del Verrocchio, sono infatti:
    • Ritratto di Piero di Cosimo de' Medici, di Mino da Fiesole, datato nel 1453-54 e prima opera documentata dello scultore
      Ritratto di Piero di Cosimo de’ Medici, di Mino da Fiesole
    • Ritratto di Giovanni di Cosimo de' Medici, dello stesso Mino da Fiesole, pressoché contemporanea (1455)
      Ritratto di Giovanni di Cosimo de' Medici,  	dello stesso Mino da Fiesole
    • Ritratto di Giuliano di Piero de' Medici, ora attribuito a un anonimo scultore denominato "Maestro degli Apostoli Sistini", stilisticamente vicino alla bottega del Verrocchio. Il busto (forse tratto dalla maschera funebre del giovane) si data intorno al 1478, quando Giuliano – fratello minore di Lorenzo il Magnifico – cadde vittima della Congiura dei Pazzi.
      Ritratto di Giuliano di Piero de’ Medici, attribuito a un anonimo scultore denominato “Maestro degli Apostoli Listini”. L'intervento di restauro è stato eseguito dalla ditta Nike, e presentato alla stampa il 20 giugno.

E' stato avviato in settembre il restauro del San Giorgio di Donatello, sponsorizzato dal Consiglio Regionale della Toscana ed eseguito in loco dallo Studio Techne.

L'opera è stata presentata al pubblico il 30 novembre, in occasione della Festa della Toscana e dell'inaugurazione della mostra "I Lorena. Monete, medaglie e curiosità della Collezione Granducale". Quasi tutti i pezzi esposti provengono dal Museo Archeologico, dove alla fine dell'Ottocento sono confluite parti delle raccolte numismatiche anche ‘moderne’ del medagliere mediceo-lorenese. Gli oltre 17.000 pezzi del medagliere granducale non antichi sono stati recentemente concessi in deposito dal Museo Archeologico al Museo del Bargello, per studio e classificazione. Il catalogo della mostra è a cura di Giuseppe Toderi e Fiorenza Vannel Toderi.

E' stato ultimato in settembre il restauro dell'affresco di scuola giottesca, raffigurante Madonna in trono e Santi, situato nella Sala di Michelangelo. L'intervento è stato eseguito dall'Opificio delle Pietre Dure.

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2002

E’ stato eseguito ad opera dell’Opificio delle Pietre Dure il restauro della grande scultura marmorea, acquistata dal Ministero alla famiglia Ricasoli, raffigurante Giasone di Pietro Francavilla e collocata nel Verone del Museo, che ospita varie opere del Giambologna, maestro del Francavilla.

Con il 2002 si è concluso il restauro completo di tutti gli stemmi, per lo più di pietra, che costituiscono 1'arredo storico originale e più importante dell'intero palazzo. L'intervento, interamente finanziato dalla Cassa di Risparmio di Firenze, e realizzato dalla ditta Nike, prevede un'ultima tranche del lavoro sugli stemmi al piano terreno del Museo e in particolare nella sala dell'attuale biglietteria.

A Ludovica Nicolai è stato affidato dall'Associazione un delicato intervento di riadattamento del sistema di ancoraggio del bronzetto con l’Ercole e Anteo del Pollaiolo.

Come ogni anno, la nostra socia e restauratrice Bettina Schindler ha offerto al Museo la pulitura di un prezioso cofanetto in avorio e pietre dure, presentato alla mostra "Islam. Specchio d'Oriente", tenutasi a Palazzo Pitti nella primavera-estate 2002.

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2003

Attraverso l’Associazione, con i contributi della Banca C. Steinhauslin – Progetto Città e dell'High Museum of Art di Atlanta, è stato portato a termine in poco più di un anno il restauro del David del Verrocchio a cura della restauratrice Ludovica Nicolai e della Direzione del Museo, di cui anche l'Associazione è stata parte attiva, contribuendo in particolare ai costi connessi alle movimentazioni dell'opera e agli interventi finali della sua sistemazione in mostra.

Sono stati inoltre finanziati, secondo il programma del 2002, i restauri di un Piatto in maiolica, manifattura di Lodi, del XVIII secolo e di un Albarello in maiolica, Valenza, XV secolo, affidati alla ditta StudioTechne.

Come è ormai consuetudine, la nostra socia e restauratrice Bettina Schindler ha offerto al Museo i seguenti restauri di avori: Ago di crinale (inv. 2C); Pedina di Scacchi rossa (inv. 52C); Adorazione dei Re Magi (inv. 101C).

Prosegue, a cura dell' Opificio Belle Pietre Dure, il restauro degli affreschi della Cappella del Bargello.

Sono inoltre stati finanziati, nel corso dell'anno, i restauri del Ritratto di fanciulla, di Andrea Della Robbia, a cura del Premio Firenze Donna Comitato dei Cento; e dei sette rilievi marmorei del Cinquecento, a cura del Lions Club Firenze Bargello, nuovamente collocati nella seconda sala del medagliere.

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2004

Restauro della Adorazione del Bambino con Angeli musicanti di Luca della Robbia ad opera dello Studio Techne, "offerto" dall'Associazione.

Gli stessi restauri hanno anche eseguito a spese dell'Associazione la pulitura, il consolidamento e la protezione del capitello quattrocentesco e della base in porfido su cui il David del Verrocchio verrà ricollocato.

L'Associazione ha poi finanziato interventi di spolveratura e manutenzione di varie collezioni, fra cui le Maioliche, la collezione Carrand, l'Armeria, ad opera di restauratori specializzati.

Come ogni anno poi, la nostra socia e restauratrice Bettina Schindler ha offerto al Museo la pulitura e la revisione conservativa della Placchetta in avorio, con due grifi affrontati, riferita all'Italia meridionale, del XII secolo (inv. 83C).

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2005

In previsione della mostra, cospicue sponsorizzazioni di privati, di istituti (Banca Federico Del Vecchio) e di aziende (Galileo Avionica) alla nostra Associazione hanno permesso il restauro e la pulitura delle opere del Giambologna. Fra queste di particolare rilevanza è il grande bronzo giovanile, raffigurante Bacco, collocato in precedenza in una nicchia di Borgo San Jacopo, di fronte al Ponte Vecchio, ed oggi definitivamente al Bargello, nella sala di Michelangelo e della scultura del Cinquecento al piano terreno.

In previsione, invece, della mostra dedicata a Desiderio da Settignano, che il Bargello sta preparando in collaborazione con il Louvre e con la National Gallery di Washington, in programma per il 2006-2007 nelle tre sedi dei musei organizzatori, il Lions Club Firenze Bargello, nostro associato, ha generosamente offerto al Museo la sponsorizzazione dei restauri di tutte le opere di Desiderio da Settignano, che figureranno nella mostra.

Come ogni anno, l'Associazione ha finanziato la campagna di manutenzione e pulitura delle opere esposte nelle sale e nel cortile del Bargello.

Anche nel 2005, la nostra socia e restauratrice Bettina Schindler ha offerto gratuitamente un suo intervento di restauro ad un prezioso avorio del Museo, Le pie donne al sepolcro, arte carolingia, sec. XI (inv. 34C).

L'Opificio delle Pietre Dure, e in particolare il settore dei bronzi, ha effettuato il restauro del Pescatorello di Vincenzo Gemito e dei Due putti pescatori del Giambologna, collocati sul verone. Lo stesso Opificio provvederà al restauro delle preziose placchette in cera del Giambologna, raffiguranti Gli atti di Francesco I, che saranno presentate alla mostra, assieme alle loro derivazioni in bronzo e in oro.

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2006

In preparazione della mostra su Desiderio da Settignano, oltre agli interventi di pulitura e manutenzione delle sculture del Bargello finanziati dal “Lions Club di Firenze Bargello”, l’Associazione ha reso possibile con il suo contributo il restauro del Gesù Bambino benedicente del Museo Bardini e quello del Busto di giovane diacono della Basilica di San Lorenzo, rispettivamente curati da Nicoletta Marcolongo e Paola Rosa.


Anche quest’anno l’Associazione ha sponsorizzato il restauro di un avorio, una pedina per il gioco degli scacchi del secolo XII (Re, inv. 62 C), realizzata da Bettina Schindler, la quale, come socia del Bargello, oltre alla consueta e generosa disponibilità, ha offerto il restauro di un’altra pedina da scacchi (Cavallo, inv. 50 C).


Come negli anni precedenti gli Amici del Bargello hanno contribuito alla campagna di manutenzione e pulitura periodica delle opere esposte nelle sale e negli ambienti esterni, affidata a Marina Vincenti.
All’attività di conservazione delle collezioni del Bargello collaborano anche gli Istituti del Ministero per i beni e le Attività Culturali. Con l’Opificio delle Pietre Dure, che offre frequente e generoso supporto al museo con consulenze e restauri, nel 2006 è stata compiuta dal settore arazzi, diretto da Clarice Innocenti, una necessaria verifica con nuovo immagazzinamento di tre arazzi franco-fiamminghi del XV e XVII secolo, (inv. 2195, 2196, 2202 C.). Il lavoro, realizzato nell’ambito dell’attività didattica dell’Istituto fiorentino, ha consentito di programmare per il 2008 il restauro di uno dei tre tessili, quello raffigurante l’Assalto finale a Gerusalemme (inv. 2195 C.), che sarà oggetto di una tesi di diploma di un’allieva della Scuola di Alta Formazione dell’Opificio.


Si è invece concluso alla fine del 2006, presso l’Istituto Centrale per il Restauro, un complesso intervento di recupero della grande Madonna a rilievo in cartapesta, riferita a Jacopo Sansovino. Il lavoro è stato portato a termine grazie ad una borsa di studio della Fondazione Paola Droghetti di Roma, che ha finanziato anche una pubblicazione dedicata all’opera e al restauro.

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Immagini: Biga in corallo, Arme del Podestà Fantino

Ultimo aggiornamento ( Wednesday 28 April 2010 )